Le Sette Tesi

Il manifesto programmatico del GSPL è ben rappresentato dal seguente documento (anche scaricabile in formato PDF):

Sette tesi per la promozione di politiche linguistiche democratiche

  1. Una politica linguistica democratica si fonda sul riconoscere che ogni sistema linguistico – o ‘lingua storico-naturale’ (espressione che comprende lingue, dialetti, lingue ‘segnate’) – ha per chi ne fa uso nativamente o no e merita per chi lo incontra e per i decisori amministrativi e politici un pari grado di dignità, indipendentemente dalla consistenza numerica dei locutori e dal patrimonio storico-testuale prodotto nel tempo.
  2. Ogni lingua storico-naturale va considerata in tutte le sue componenti di variazione e di variabilità, indipendentemente dalla presenza di una varietà standardizzata.
  3. Principio basilare dell’educazione linguistica è che per chi va apprendendo la sua lingua materna e attraverso questa va maturando le sue capacità di linguaggio (inclusa in ciò la capacità di apprendere poi lingue altre) non ha rilevanza immediata la collocazione di tale lingua negli usi e nelle dinamiche di società plurilingui. Essa è un patrimonio nativo che esige comunque rispetto nella società, nell’istruzione scolastica e nelle istituzioni.
  4. La generalità dei paesi del mondo è caratterizzata sia dalla coesistenza di lingue diverse, dal multilinguismo, sia dal costituirsi di gerarchie tra le diverse lingue coesistenti, tra le quali in generale a una sono assegnate funzioni dominanti nell’uso scritto e negli usi pubblici e formali. È un diritto di ogni persona potere accedere a tali usi per averne piena padronanza.
  5. Il plurilinguismo degli individui e il multilinguismo delle società e dei paesi è un valore da tutelare e promuovere in una prospettiva che voglia essere democratica: a esso dunque occorre ispirare analisi e proposte in materia di pratiche educative, politiche linguistiche implicite o esplicite e promozione di studi e ricerche, fatta salva l’opportunità storica e civile di assicurare e promuovere altresì, per quanti lo vogliano, la convergenza dei cittadini di uno stesso paese multilingue verso l’apprendimento e l’uso di una stessa lingua negli usi pubblici e ufficiali.
  6. Una politica linguistica democratica trova base nei documenti internazionali che sanciscono il diritto all’uso parlato e scritto della propria lingua come un diritto umano.
  7. Tale diritto e il valore del plurilinguismo e multilinguismo sono protetti e promossi dagli artt.3 c.2, 6, 9 e 21 della Costituzione della Repubblica italiana.